Una strada piena di SPAZI

Cosa fare con gli spazi vuoti? Cosa fare con quelle buche enormi che hanno divelto possibilità, contatti, storie, passioni, relazioni. Cosa si può fare se la strada non è più come prima e gli spazi aperti dalle ferite l’ hanno segnata per sempre. Credo che queste strade africane o meglio che queste strade al sud del Ciad insegnino tanto, la logica e il cuore ti dicono di FERMARTI di ARRENDERTI e di non credere più nella meta e il tornare indietro sembra l’unica via d’uscita.

Le strade qui sono un vero e proprio disastro nel senso che occorre armarsi di santa pazienza per poterle percorrere e non sempre intraprendere un viaggio è la cosa più facile da fare. Migliaia di chilometri che hanno bisogno di cura, di lavori, di manutenzione. Le strade che collegano le più grandi città sono da anni abbandonate da uno Stato che non si preoccupa di nulla e che forse tiene immobile un popolo per paura del suo VIAGGIO. Un popolo che cammina, è un popolo che pensa, scopre, crea, diventa libero…

Quando arrivi dinanzi a quelle immense voragine  ti chiedi subito cosa fare, come prenderle, in che direzione andare. Ma spesso ti ritrovi SOLO a decidere la miglior via… essere SOLO non ti aiuta, non hai parole che possono aiutarti ad osare nuovi passi, hai paura. Proprio in questa situazione paradossale qui in Ciad ho scoperto una smisurata compagnia che si fa prossima proprio quando sei IMMOBILE. Una compagnia e presenza che sbuca all’improvviso dai cespugli o da quello che tu non vedi neanche e ti aiuta a passare. Sono i bambini, i giovani, i viaggiatori, la gente che ha nel cuore il ricordo di come si può continuare nonostante tutto e rimanere in vita.

Davanti alle buche di una strada che non esiste più ma che resta l’unica possibile questo popolo ciadiano non perde la fiducia dell’ARRIVO. È un popolo che ha una pazienza infinita perché lotta da quando esiste contro tutto e non si scoraggia dinanzi a quello che noi chiameremmo IMPOSSIBILE. Percorre tutto, affronta tutto, entra a piedi nudi in zolle che non hanno fondo e buche dove si rischia la vita eppure la meta è talmente tanto importante che non si ha paura di nulla.

Immaginate che per percorrere circa 60 chilometri fino a qualche giorno fa erano necessari  4 ore di jeep. C’e chi aspetta, c’è chi osa percorsi nuovi, c’è chi affonda e risale e non si accorge che così traccia una possibile via per chi gli è dietro. Una grazia per la vita!

E allora cosa farne degli spazi vuoti della strada e del nostro cuore? ANDARE AVANTI entrando con coraggio nel vuoto, certi che il tuo piede non crollerà anche se lo senti fragile, forse la mano dell’amico fedele non ci sarà ma dal nulla compariranno nuovi volti di un popolo di poveri che ha già percorso quei tremendi SPAZI, non ha avuto paura ed è arrivato.

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