Il Sole arriva


Ho pensato tanto a questo articolo, forse perché sono giorni speciali questi, l’ho pensato tanto perché credo sia davvero importante parlare di vita in un tempo in cui si ha paura della MORTE. Quando sono tornata in Italia per i due mesi di riposo ho avvertito subito un clima fortissimo di TIMORE anzi direi proprio di PAURA. Non so, sará forse l’enorme tranquillitá che questo popolo ciadiano mi sta mettendo nel sangue. Molti mi chiedono se vivere qui é pericoloso… beh non credo che ci sia una nazione dove si é davvero al sicuro. Qui in Ciad ci sono tante situazioni che all’ improvviso eplodono: gli allevatori contro gli agricoltori che lottano sulla spartizione della terra, i dipendenti statali che non vengono retribuiti e le tante lotte tra famiglie ed etnie … ti ci puoi ritrovare in mezzo per caso e vedere o vivere violenze di ogni genere ma accanto a tutto questo quello che mi sta, appunto entrando nel sangue, é la certezza che IL SOLE ARRIVA ma soeur.
È con questa affermazione che io convivo tutti i giorni, convivo, mi scontro, lotto e perdo, IL SOLE ARRIVA ma soeur é la certezza che vedo forte e chiara nella vita delle persone con le quali vivo. A volte davanti ad una mamma che ha perso un figlio di 2 anni per malaria mi verrebbe da restare in silenzio e lei accanto a me non osa dire parole ma appena dopo la consapevolezza che il vuoto fa parte di noi, altrimenti non saremmo PROFONDI, i suoi occhi e la sua voce piena di dolore mi dice: IL SOLE ARRIVA ma soeur .
É davvero un mistero questa vita che nonostante tutto vuole esplodere ed è un mistero altrettanto grande la libertá che Dio ci ha donato di poterla addirittura mettere a tacere e spegnerla, oppure, farla germogliare e quindi godere dei suoi frutti. Come un uomo vicino di casa che nonostante i suoi 4 figli piccoli e la sua unica donna tanto amata morta nell’ultimo parto mi dice: IL SOLE ARRIVA ma soeur oppure come la piccola M. che é scappata di casa da due mesi perché maltrattatata e per 2 notti ha dormito fuori la porta della nostra missione una volta accolta mi ha detto: ‘ma soeur merci ora Dio mi ha donato una casa.’
Non é facile attendere il sole, lo so, é forse il martirio che ci rende tutti simili e magnificamente UMANI. Ma almeno a me piacciono coloro che attendono sanno di buono, bello e sono luminosi proprio come il SOLE….. ma soeur

A te … Antonia Chiara Scardicchio, un amica da sempre con la quale si continua a stare in questa vita meravigliosa sapendo che è un vero MISTERO da scoprire.

Forse siamo proprio fatti così, non proprio logici e razionali come in tanti filosofi avevano sperato: siamo fatti così, al punto tale che è solo la povertà che ci restituisce la percezione della ricchezza.
Mia nonna aveva inteso meglio di Hegel: mi diceva che “perdere” poteva essere la fine, la disperazione, la logica tiratura di somme senza scampo. Oppure/Eppure no. “Perdere” talvolta, nell’attimo in cui resti nudo e vuoto, può essere la precondizione necessaria per un ulteriore “prendere”. Un tipo particolare di “presa”: non quella in cui “logicamente” tieni, trattieni, guadagni, riservi, detieni.
No, una presa che, paradossalmente, coincide col lasciare andare.
E così, quella roba che a molti pare melensa e assurda, quell secondo cui “i poveri erediteranno la terra” e a loro sono possibili visioni ad altri più ifficilmente accessibili, rivela il suo realismo, la sua verità antropologica: non occorre fede per capirlo, basta guardare.
Guardare e leggerti, Marilda.
Sentirti dal vuoto da cui scrivi, raccontare di pieno, di vita il-logica eppure logica, privata eppure riempita.
E dire che noi sentiamo l’angoscia di quello che mia nonna chiamava “grasso”: la seduzione del tutto che però non è mai abbastanza e mai ti appaga, la morsa che sembrava carezza e che invece avvolgendoti ti costringe ad ansimare sempre, l’illusione di benessere e sicurezza che ti seduce e innamora ma poi ti abbandona a una sete che mai si placa e ti consuma strappandoti alla presenza, ad adesso.
Questo sguardo che tu descrivi è l’Africa che ha da insegnarci la vita. a vivere. a noi che, tutto avendo, tutto non abbiamo.
Paradossale. Eppure reale.
Continua a scrivere, a raccontare. La resilienza la si impara solo così: per contagio.

Antonia Chiara Scardicchio, phd
Assistant Professor in Educational DesignHumanities Department, University of Foggia
https://unifg.academia.edu/AntoniaChiaraScardicchio


3 pensieri su “Il Sole arriva”

  1. . Qui in italia ci sono tante situazioni che all’ improvviso eplodono, ma non per la sopravvivenza, cosi’ come tu ci racconti. Ti trovi ad assistere o vivere violenze di ogni genere per intolleranza verso il prossimo, invidia,fascino del potere,noia sociale e non ultimo il piacere di far soffire.
    Puo essere che IL SOLE ARRIVA ma soeur.??????

    1. Non é facile attendere il sole, lo so, é forse il martirio che ci rende tutti simili e magnificamente UMANI. Ma almeno a me piacciono coloro che attendono sanno di buono, bello e sono luminosi proprio come il SOLE….. proprio come TE! ma soeur

  2. Ma soeur quanta luce trasmetti nelle tue riflessioni!! Forse dovremmo vivere un po’ tutti la “ tua Africa” per attendere il sole!! In “ questa” realtà pare molto difficile ,sopraffatti dal buio , dall’odio, dai “ piccoli “luoghi comuni della vita, della nostra vita, luce e limpidezza paiono poco raggiungibili e il sole apparentemente illumina i nostri volti ma non le nostre anime!!
    Grazie ma soeur per questi raggi di luce che ci regali!!! “ tutto avendo tutto non abbiamo “

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