Tutta bella

Immagino solo un po’ come possano intenerirsi gli occhi, come due mandorle appena colte, e arrossire le guance come pesche profumate di quella donna a cui un uomo dica: “tutta bella”. Sì, perché una cosa è dire “mi piaci”, un’altra è dire “sei bella”. Nei nostri social network il like è diventato cifra di gradimento di ciò che “salta prepotentemente agli occhi”. La bellezza autentica è invece di tutt’altra pasta. La bellezza con la ‘b’ minuscola, quella d’impatto, che sa “sedurre, invece di attrarre”, sa “accecare, e non abbagliare” (la differenza è sottile ed importante) è come un fuoco d’artificio: ti incanta, ma dura poco e finisce in fumo che si spande per aria. La bellezza vera, con la ‘B’maiuscola, è come il fuoco di un camino: umile, lento, ma capace di riscaldare una famiglia e donare tepore all’ambiente circostante persino lungo tutta la notte.

Così è la bellezza di Maria.  Un antica preghiera la definisce Tota pulchra, cioè tutta bella! Ma, proprio “tutta”, cioè includente anche la bellezza fisica, diciamo esteriore, insomma l’estetica, dal momento che il Padre stesso “non disprezza nulla di quanto ha creato” (Sap 11,24). In questo senso il vescovo don Tonino Bello nelle sue riflessioni mariane, a mo’ di litanie quotidiane per l’intero mese di maggio, inserisce con tutta la dolcezza di un figlio innamorato della madre o di un uomo rapito e affascinato dalla sua sposa: Maria, Donna bellissima. Bella nei suoi piedi accarezzati dai sandali, nel suo collo alto come una torre, nei suoi fianchi come opera di un’artista, eccetera. Maria è la donna bella del Cantico dei Cantici. Ed è molto di più ancora.

La bellezza di Maria è “totale”, cioè piena. Per dirla con le parole di un mistico teologo russo Pavel Florenskij, Maria è pienamente bella perché è il modello e l’icona principale dei pnuematoforòi, i “portatori dello Spirito”. Lo Spirito Santo come artista disegna nei cuori la forma di Cristo, e anche all’esterno trasfigura in creature nuove coloro che sono rinati dall’alto. Maria è bella così! Bella perché lucente e chiara agli occhi di chi la contempla vergine e madre, pura e serena, gioiosa e sofferente, genitrice di Gesù bambino in una grotta a Betlemme e piagata sotto la Croce fuori le mura di Gerusalemme. Bella anche perché vede con gli occhi di Dio e vede il bello in tutto, “meditando nel suo cuore” (cf. Lc 2,19) le mirabilia Dei, che poi esploderanno nell’altisonante canto del Magnificat.

Esclamiamo anche noi con animo pieno di esultanza, cantiamo come giullari del Vangelo, danziamo con ritmi di festa questa bellissima melodia:

Tutta bella sei Maria!  

Domenico Savio Pierro, presbitero innamorato del Bello

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