Ho conosciuto l’uomo più ricco del mondo

A volte nella vita capita di rimanere senza parole… capita poche volte, purtroppo, ma proprio ieri ne ho fatto esperienza con Micael.

Ieri sono stati resi ufficiali sul sito del ministero i risultati del Bac (esame di maturitá) e la nostra sala informatica é stata letteralmente presa d’ assalto da centinaia di giovani pieni di ansia e tremore che con i loro codici matricola in mano mi chiedevano il risultato. Esperienza incredibile per quanto carica di tensione e di veritá. C e un popolo di giovani qui che si forma, ricerca, approfondisce e spera SI spera che quel piccolo grande risultato arrivato tre mille contraddizioni e corruzioni possa in qualche modo essere un INIZIO nuovo. Vedo questo popolo tutti i giorni andare verso la sede dell Universitá che chissá se sará aperta, e li vedo belli puntuali e silenziosi al nostro centro culturale parrocchiale dove Sr Antonella, mia consorella, ha riorganizzato una biblioteca con più di 3000 libri.

Micael, come dicevo, mi ha lasciato senza parole perché dopo aver visto il suo risultato “BIEN”* , é scoppiato in lacrime di gioia. E stringendomi forte la mano mi ha urlato “Ma soeurrrrr, ma soeurrrr je suis l’ homme le plus riche du monde…” Io sono l’ uomo più ricco del mondo. Ho chiesto subito il perché di questa sua alquanto bizzarra affermazione. E lui con una disinvoltura e con un portamento talmente pieno d’ orgoglio per il  risultato ottenuto, mi ha risposto: Sono ricco, ma souer, perche ho sperato, ho lottato per i miei sogni e HO VINTO.” Si é girato e andando via ho notato un particolare che non avevo visto al suo arrivo, anche perché Micael era attento a non farlo notare, la sua maglietta era piena di piccoli buchi perché rosicchiata dai topi. Sono rimasta senza PAROLE non per la sua maglietta ma solo perché era davvero l’ uomo più ricco del mondo.

* in Ciad si adotta il sistema francese i risultati degli esami. In successione sono: Passable, Assez Bien, Bien, Trés Bien

Articolo di Rosita Giorgio, docente di lettere

Un altro anno scolastico è terminato, molti giovani hanno conseguito il tanto desiderato diploma: in realtà per essi inizia una fase della vita da affrontare con nuove modalità. Spesso di ciò non si è consapevoli. Nella scuola c’è sempre una rete di protezione, spesso invisibile, capace di attutire i colpi, di ammortizzare l’errore; la scuola dà sempre una seconda opportunità. Non sempre è così nella vita, dove ciascuno deve saper  “mettere in campo” abilità, conoscenze, competenze, ossia ciò che ha saputo capitalizzare nel corso dei “suoi” anni scolastici e durante il personale percorso formativo. La scuola, assieme alla famiglia, è un’agenzia formativa e informativa che avvia alla cultura, che deve insegnare a “imparare ad imparare”. La scuola è il luogo in cui insegni se sai imparare, impari se sai rinunciare a un poco di te stesso per prestare ascolto, impari a vivere se cedi alla seduzione della gentilezza, sei gentile se impari a riflettere sui tuoi stessi errori e fai di essi un trampolino per diventare migliore. Un meccanismo questo che dura tutta la vita e regala a essa energia positiva. A scuola si dovrebbe imparare anche ad apprezzare il valore dei propri sogni, forse si dovrebbe imparare a riconoscerli e ad inseguirli, i propri sogni. Questo ahimè spesso non accade neanche tra i giovani che sempre sono l’elemento più nobile della scuola. Il nostro tempo ha tolto ai giovani quella forza prorompente che è la speranza. Oggi tra mille “cose” costose e futili, tra mille agi e occasioni di divertimento spensierato, tra mille amicizie virtuali si è schiavi della paura. Non si ha più il coraggio di sperare, di affrontare, di comunicare senza sopraffare, di progettare il futuro pur rimanendo con i piedi per terra. Per questo ai giovani maturati auguro a piene mani di diventare protagonisti del loro futuro, di alimentare ariosi sogni, di saper apprezzare ciò che li circonda per migliorarlo migliorando, di guardare il giorno con gli occhi della speranza, di coltivare i veri valori della vita, per diventare ogni giorno sempre più umano

2 pensieri su “Ho conosciuto l’uomo più ricco del mondo”

  1. I sogni sono realtà se si ha la forza, la volontà e le capacità di tramutarli in azioni concrete.
    I giovani, purtroppo, non sognano perché vedono una realtà che li spaventa, li disamora e li atterrisce.
    I genitori ed i docenti non sempre riescono bene nel loro compito: incoraggiarli e fornire gli strumenti per realizzare il loro futuro. Formare esseri pensanti, persone che ragionano con la loro testa e che non si fanno condizionare o fuorviare da quanto leggono o vedono non è facile, Micael vive una realtà, sicuramente più difficile ma forse, proprio per questo, ha delle motivazioni molto più forti dei suoi coetanei più fortunati di lui.
    Micael che il tuo cammino sia sempre un percorso di gratificazioni. Che i tuoi sogni si possano avverare e che tu combatta perché ciò avvenga

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